Ad Alberto uno di noi

Il telefono squilla, squilla incessantemente e chi ha un locale lo sa: il frigo non funziona, l’ordine non è arrivato, l’architetto e il punto luce, una al giorno. Oggi guardi e non vedi. Non c’è un solo suono per alcuni di noi. Oggi ha squillato e non era il solito problema, qui non c’è soluzione, uno di noi non c’è più.

Il volto meno visibile del Sikulo e allo stesso tempo il Sikulo, la sua immagine, le sue idee hanno accompagnato noi e tanti di voi nelle giornate trascorse qui. A cominciare dalla nostra Sicilia stilizzata, il logo che ci rappresenta, la nostra amata terra, quella dove siamo nati, quella che abbiamo lasciato per poi tornare, quella terra in cui ci siamo impegnati a vivere onestamente, tu come noi, per renderla ancora migliore.

Tu eri un amico, un marito, un papà e un professionista, eri parte di questa grande famiglia allargata, le tue idee erano intelligenti, creative e colorate, eri un mago dell’ultimo minuto, il nostro, sapevi focalizzare le richieste più disparate e renderle bellissime.  Negli ultimi tempi le cose non andavano, lo sapevamo ma nonostante questo eri sempre li con la grinta di un ragazzino, tenace come la vite hai sempre voluto continuare a lavorare, quanta forza abbiamo visto nei tuoi occhi azzurri, sei sempre stato con noi dall’inizio di questo grande progetto a oggi.

Corriamo con la mente a rincorrere e catturare, per fissarle, le immagini di quei momenti, quanti ricordi riaffiorano lo sa solo chi l’ha provato. Sei stato un esempio e continuerai ad esserlo, uno di quelli che fa e se poi gli resta voglia parla e se parla è in grado sempre di dire la cosa giusta. Eri un uomo buono, leale e gentile, dallo spirito sensibile, legato alla tua famiglia per cui hai combattuto fino alla fine, i tuoi occhi si intristivano solo davanti al pensiero di lasciarla. Ci mancherai tanto, ci mancherà lo stile inconfondibile dei disegni unici che sapevi creare.

Quanto eri contento quando ti abbiamo detto che alle persone piacevano le magliette pensate per i ragazzi, al punto di doverle pensare per i clienti, adesso il Sikulo disegnato sul petto delle t shirt ha un animo in più, il tuo.

Grazie per tutto quello che hai fatto.

Fra noi e il cielo

 

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Gli eventi del Sikulo? Per noi è tutto lavoro di squadra.

Ma quanto siamo orgogliosi della nostra brigata, dai ragazzi della cucina ai picciotti della Pizzeria!

Qualche giorno fa, insieme al figlio di un’amica abbiamo guardato Ratatouille della Disney, c’è una parte in cui il topolino Remy guarda incantato dall’alto una brigata di cucina al lavoro, li il fantasma del grande chef Auguste Gusteau lo guida nel riconoscere tulle le figure che la compongono. Il topolino indica diversi commis, all’opera tra pentole e fornelli, sottolineando l’importanza del loro lavoro.

Il commis, in italiano aiuto cuoco, lavora alle dipendenze di un capopartita, e prepara tutto quello che viene richiesto da quest’ultimo o dallo chef della cucina. Il commis è di solito un giovane alle prime armi, che in questa posizione farà l’esperienza necessaria a salire di livello. Per crescere occorrono doti. E quelle che deve avere un buon aiuto cuoco non sono da poco:  rigore e umiltà; e poi curiosità, apertura mentale, capacità di ascoltare e capire le richieste dello chef. Bisogna avere anche resistenza, e capacità di gestione perché occorre dimostrare calma in ogni fase del processo e saper essere coerenti. E ovviamente conoscere le tecniche base di cucina perfettamente.

Detto questo, sentiamo forte il desiderio di ringraziare tutta la squadra, che quest’estate è stata capace di dare vita a piatti superlativi, pizze gourmet e sfiziose, o come l’ultimo pensato: il gelato all’olio d’oliva, servito da solo o con i crudi di mare e il salmone appena scottato. La nostra brigata ha avuto la capacità di pensare pranzi e cene per il Sikulo, il Sikulo on Boat, i Cocktail dinner, i finger food e gli aperitivi in altre location, con proposte food nel contesto presente, in maniera discreta, a volte speciale come giusto che sia nel caso di grandi eventi.

Le sfide diventano sempre più impegnative, ogni volta è un’esperienza nuova vinta con il gioco di squadra, noi dal canto nostro incoraggiamo tutto il team a guardare oltre l’ovvio e a sperimentare soluzioni e innovazioni: un approccio ludico, aperto, senza soffermarsi sul cibo in senso generale, ma andando oltre grazie all’immaginazione, la creatività e la tecnica.

Per ogni cliente, c’è una presa di misure come dal sarto per una ricerca di idee e prodotti specifici al fine di far corrispondere il servizio alla nostra identità, il cibo non è il solo protagonista, ma corre in parallelo. Questo Venerdì ospiteremo un ricevimento di nozze al locale, non vediamo l’ora di sorprendere gli sposi con il nostro amore per i dettagli… se vi va passate, ci piacerebbe farci conoscere sotto un’altra luce, ma non aspettatevi effetti speciali alla Ferragni e Fedez, e i ravioli, neanche quelli!

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Palermo città della Cultura è bellissima, Manifesta 12 è solo l’inizio.

Buona Domenica amici! Questa mattina ci siamo svegliati con un pensiero..ma quanto è bella Palermo?

Si ok ci sarà qualcuno che penserà: “eh ma ci sono mille problemi”, si è vero qualcuno più o meno importante c’è non possiamo negarlo. Ma adesso noi la vediamo bellissima, coccolata, viva! Ci sentiamo come spettatori, vediamo qualcosa di nuovo e positivo, la sensazione che ci pervade ogni qual volta ci troviamo su un aereo: osserviamo le cose da un punto di vista più ampio.

La Città ci appare più piccola, sempre più piccola. Sotto i nostri occhi, però, appare sempre più maestosa la sua bellezza, il suo carisma, la sua arte sofisticata, la vediamo scorrere impetuosa come un fiume.  E’ il momento del fare bene le cose, più che mai è il momento di far vedere che popolo meraviglioso abita Palermo, il bene esiste e possiede meravigliosi talenti. Ieri abbiamo partecipato all’iniziativa #tivogliobene, sostenuta con forza dal liceo Danilo Dolci di brancaccio, storico quartiere problematico, ma che oggi prende un risvolto positivo, il plesso ha finalmente ottenuto la gestione dei magazzini adiacenti al liceo linguistico già da anni confiscati alla mafia!

Dopo 3 anni, una studentessa ci ha raccontato con occhi commossi e tanta gioia che loro, i ragazzi che abitano il quartiere possono finalmente mettersi all’opera, partendo proprio dalla condivisione di idee rispetto a ciò che questo grandissimo spazio può ospitare. Era palpabile e vivo l’orgoglio di questi giovani studenti palermitani, festeggiavano a ritmo di musica con strumenti improvvisati, cantando a gran voce “this is my place”! Sono piccole, forse per alcuni, impercettibili, ma in realtà grandi conquiste!

Con questa “visione dall’alto” torniamo al nostro punto di partenza con una chiarezza in più. Ci sono nel mondo una grande quantità di buone persone, intelligenti, creative, generose, ci sono movimenti, associazioni, che lavorano per cause giuste, che si battono ogni giorno per i principi di solidarietà e giustizia sociale ma il loro raggio d’azione rimane sempre ristretto, limitato perchè c’è un problema che il “bene” non riesce a superare: la divisione.

Bene, oggi più che mai la cultura può essere di tutti, Palermo è piena di bene e di beni: etici, morali, monumentali, naturali, questo è giusto tenerlo a mente, andate in giro per le strade, guardate quello che non avete mai guardato, ma che era lì sotto i vostri occhi, soffermatevi davanti a un sorriso, una richiesta gentile, sostenete come potete tutti coloro che pensavate non ne avessero bisogno. Palermo è Viva e Giusta, unitevi e per dimostrare che la superficialità e il superfluo non ci appartengono.

Si respira un aria sana e intensa, grazie Palermo città della Cultura, grazie Manifesta12…il meglio deve ancora venire….tra poco inizia ufficialmente l’estate!!!
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Che Pizza sarebbe senza curiosità? A Palermo certo non manca!

Oggi ci siamo svegliati pensando alla Pizza, ma che parola meravigliosa è Pizza?! Il sapore, la sua storia, l’origine bene o male la conosciamo, quello che oggi ci fa riflettere è la sua evoluzione…

Noi non compriamo mai niente se non ascoltiamo prima il produttore, la sua presentazione del metodo di raccolta del grano o delle caratteristiche del suo lavoro. I nostri mitici Giuseppe, Giulio e Samuele ispezionano la confezione che contiene il prodotto, vogliono conoscere la provenienza di tutto, la tabella nutrizionale, le possibili intolleranze fino alla data di scadenza, anche quello dice molto sulla farina.

Scorciatoie se non sofisticazioni a noi non sono mai piaciute, lievitazione naturale e a lenta maturazione, ergo ingredienti senza compromessi si!

Oggi giorno assistiamo al diffondersi della pizza gourmet, un fenomeno in evoluzione, una ricerca costante di nuove prospettive per una pietanza intramontabile. Più che i  condimenti, l’argomento più chiacchierato dai nostri 3 pizzaioli e dai clienti finali è senza dubbio la tipologia di grano utilizzato per preparare l’impasto, cioè moderno, antico e originario.

Noi per la nostra pizza abbiamo scelto da sempre i grani antichi, una varietà del passato, rimasti autentici e originali, non hanno subito alcuna modificazione da parte dell’uomo per aumentarne la resa, le loro spighe sono alte con sfumature scure e chicchi irregolari.

Non vengono lavorati a livello intensivo, vengono lavorati con la macinazione a pietra. La farina che si produce da questo metodo, potremmo considerarla semi-integrale, ovvero rispetto alle farine 0 o 00 mantengono molto di più le proprietà nutrizionali presenti nel chicco.

I nostri ragazzi amano le novità culinarie, la sperimentazione ha un effetto su di loro irresistibile, a volte naufraga in un mare di delusione, ma la maggior parte il risultato è entusiasmante!  Non sempre la ricetta ” funziona”, può capitare che qualcosa risulti poco accurato, o molto più semplicemente, quello che si prepara non supera la prova gusto.  Ma qualche rischio bisogna correrlo, se no la vita è troppo monotona.

Non è semplice inventare un impasto, provare una nuova ricetta, sfidare se stessi, ma finchè i nostri 3 mitici si chiederanno :  quali sono le differenze tra questi grani? qual’ è il più buono? il più digeribile? ha meno glutine, naturalmente?

A beneficiarne saremo tutti, non solo noi come Sikulo o voi come clienti ma anche agricoltori e ambiente. Niente può evolvere senza curiosità e conoscenza, quindi grazie a Giuseppe, Giulio e Samuele che amano quello che fanno e lo trasmettono con passione a tutti…tenetevi pronti per scoprire le novità estive! Gnam!

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Progetto 33 isole : da Ustica a Venezia in barca a vela da solo.

Oggi abbiamo l’opportunità di parlarvi di Lucio Bellomo e del suo progetto. Lucio è un ragazzo abbronzato, minuto, ha un sorriso smagliante,  il sorriso di chi sta per vivere un sogno lungo 2300 miglia nautiche. Il 15 aprile partirà dal Porto di Palermo su una piccola barca vela, da solo, senza cabina ne particolari comodità, per attraccare su ben 33 isole minori italiane. Un viaggio che lui stesso definisce avventuroso, un viaggio lungo 4 mesi attraverso tutte le isole abitate, alla ricerca di storie, ma soprattutto di giovani che spinti da un fortissimo senso di appartenenza, hanno deciso di restare in questi piccoli luoghi remoti e realizzarvi sogni ambiziosi, odierni e innovativi.

Quando Lucio ci ha parlato del progetto siamo rimasti incantati, tanto che lo presenterà il 12 Aprile alle 19 sul nostro Sikulo on Boat al Molo sud.  Proviamo grande ammirazione per lui che ha voluto vivere una nuova vita, dopo la precedente, passata tra i libri dell’università di ingegneria, facoltà in cui si è laureato per insegnare, e pensiamo a quando già professore in Francia, sognava la brezza del mare e il profumo, tanto da dire lascio tutto e ricomincio da me, ancora una volta.

– Ma è da pazzi affrontare da soli un viaggio cosi lungo con una piccola barca che ha il boma di un Windserf ? – E ci siamo risposti pensando al mitologico Ulisse, condannato da Poseidone a girovagare per dieci anni prima di far ritorno alla sua amata terra natia, Itaca.  L’eroe greco si ritrovò catapultato in mille peripezie e incredibili avventure, sormontando ostacoli e pericoli con il suo acuto ingegno e la sua astuzia. L’avventura è uno stato di grazia per Lucio, la curiosità invece è figlia dell’intelligenza per noi, e Lucio di entrambe né ha da vendere, motivo per il quale non vuole tenersi tutto per se e ha pensato di documentare il viaggio e gli incontri.

A parte la stesura di un “classico” diario di bordo, che descriverà tutti gli scali, si concentrerà anche sulla navigazione ed i suoi risvolti più personali, monterà il materiale video girato, per dar vita a un documentario dedicato alle isole, i suoi usi e paesaggi, le ottime idee e le ottime persone. Il progetto 33 isole ha un tema speciale, rincorre l’essenza del mediterraneo moderno, di chi lo vive attraverso le onde, la storia e i rinnovamenti. Tornando alla storia di Ulisse, pensiamo che lui a casa non ci volesse proprio tornare, o almeno non così presto, e che in fondo quel vagare fosse parte della sua stessa natura: ovvero un bisogno ineludibile da soddisfare a qualsiasi costo, perché se non si sentissero certe esigenze, non ci sarebbero state tante storie e scoperte, in tutti i campi. Esistono già un sito, una pagina Facebook e Instagram del progetto 33 isole per seguire il nostro sikulissimo lupo di mare.  Ci sarebbe un altro detto per dire lo stesso, ma meglio restare sul più terreno… In bocca al lupo!

Il sito www.33isole.it

Per chi volesse sostenere Lucio c’è anche una campagna di crowdfunding in corso, a questo Link https://www.produzionidalbasso.com/project/33-isole/

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Migranti e lavoro, Sikulo riceve il premio Welcome dell’Unhcr

Sikulo ha conquistato il prestigioso riconoscimento dell’Unhcr. L ’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ci ha infatti assegnato il premio “Welcome working for refugee integration” per le attività in favore dei processi di integrazione per i rifugiati. Secondo la giuria dell’Onu, la Pomo srl che gestisce il ristorante Sikulo, tramite il Consorzio Sol.co, ospita regolarmente beneficiari di protezione per svolgere dei tirocini formativi. Nel 2016 e nel 2017 alcuni di queste formule sono state convertite in contratti di lavoro». Ed era stata proprio la presenza di alcuni lavoratori di colore a determinare alcune recensioni razziste sul web. «Siamo orgogliosi di ricevere il riconoscimento dell’Onu, soprattutto alla luce di quanto successo la scorsa estate – dice Mauro Pomo che insieme con il cugino Massimo gestisce il bistrot gastronomico. «Ad agosto – ricorda l’imprenditore – sul web siamo stati oggetto di spiacevoli commenti xenofobi che abbiamo voluto rinnegare con forza. È impensabile che oggi si possano fare recensioni negative perché il personale è straniero e per questo abbiamo fatto una segnalazione indignandoci dell’accaduto. Si tratta di ragazzi da ammirare che con grande coraggio lasciano il loro paese in guerra e le loro famiglie e, tramite la forza della disperazione, provano a crearsi una nuova vita più serena e dignitosa». In accordo con il Consorzio Solco che promuove la cooperazione sociale in Sicilia, Sikulo ha aderito all’iniziativa in base a cui alcune risorse umane vengono reperite tra i rifugiati con l’obiettivo di formarli e favorire il loro inserimento lavorativo e il processo di inclusione sociale. Tutti motivi che hanno spinto l’Onu a inserire il bistrot palermitano tra le aziende vincitrici del “Welcome 2017”. Sikulo non è l’unica azienda siciliana che esporrà il logo dell’Onu. Entrano a far parte della rete Unchr anche “Tarallucci e Vino” di Palermo, “Le 5 botti” di Santa Venerina e la concessionaria auto Cisauto Service di Catania.

Il progetto, sostenuto da ministero del Lavoro, ministero degli Interni e Confindustria, prevede che il logo venga assegnato annualmente alle imprese che, in base alle proprie possibilità, si saranno distinte per aver effettuato nuove assunzioni di beneficiari di protezione internazionale o comunque avranno favorito il loro concreto inserimento lavorativo e sociale, ed imprese che avranno incoraggiato la nascita di attività di autoimpiego. La cerimonia di premiazione si è svolta a Milano presso la sede di Assolombarda, alla presenza di rappresentanti del Comune e della Prefettura. In chiusura di cerimonia è stato ricordato che sul sito www.unhcr.it sono aperte le candidature per il 2018, con l’auspicio che gli interventi per l’inclusione dei rifugiati possano costituire un nuovo orizzonte dell’attività sociale delle aziende e che i rifugiati, con le loro competenze ed i loro saperi, possano rappresentare una risorsa per le nostre economie.

Nella foto da sinistra a destra:

 

Mauro Pomo, Bala, Davide Autovino, Massimo Pomo, Danilo Lo Cicero

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Febbraio a Palermo ci unisce di più, non solo in cucina!

Oggi è una giornata di Febbraio strana è tutto lento, il cielo è coperto e la pioggia fa capolino quando meno te l’aspetti. Non è facile per noi isolani dalla nascita, abituarci al cattivo tempo, non lo sarà mai perché noi abbiamo il sole dentro! Mettersi a parlare di meteo è una delle cose che ci capita di più, spesso udiamo involontariamente conversazioni tra i clienti di questo tipo, anche per giustificare la scelta delle scarpe, di un cappello, di una giacca, perché alcuni tipi di sikulo sono sempre pronti a non farsi i fatti loro e a metter becco sull’outfit scelto per ripararsi dalla pioggia o resistere ai gradi in meno e lasciamo perdere i commenti sugli ombrelli…

Ci sono ragioni molto profonde per parlare del tempo atmosferico, motivazioni complesse, che giacciono sotto strati di furbizia accumulata nei secoli..è un argomento facile di cui parlare e che non mette mai in difficoltà. Le famose buone maniere si basano innanzitutto sulla condivisione di qualcosa di semplice e il tempo atmosferico è una di quelle cose che certifica l’uguaglianza umana. In poche parole, nella semplice osservazione “Brutta giornata, oggi” è contenuto per intero il grande concetto umano di appartenenza, di solidarietà e di mutua fiducia..non ti puoi sbagliare se parli del tempo che fa! Altro argomento sono invece i gusti, li si aprono capitoli importanti, la nostra mission è sempre stata quella di accontentarli tutti, avvolte ci riusciamo altre volte no, l’importante per noi è che stiate bene qui al sikulo e che vi sentiate accolti con onestà, genuinità e gentilezza da tutti.

Amiamo il fatto che siate tutti diversi, per stile di vita, professione, lingua, cultura, con voi impariamo sempre qualcosa di nuovo, ci mettiamo in gioco, siete la nostra fonte di conoscenza. Speriamo allo stesso modo di sapere quando qualcosa non è andato come immaginavate, come ve lo aspettavate, speriamo sempre di poter rimediare, speriamo sempre di potervi stupire … intorno a un tavolo nascono e crescono relazioni e sorrisi, ci si sente tutti un po’ più simili, uniti da curiosità, voglia di fare, cucinare per gli altri è uno scambio sempre! Amiamo la diversità e l’unica uguaglianza di cui ci importa è quella reclamata dalla Rivoluzione francese e alla fine della 2° guerra mondiale, nella Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 dove si afferma che questa è reale a prescindere dal sesso, etnia, cultura, religione…

Noi siamo alla seria ricerca di una società più equa e più giusta, oggi più che mai, un valore morale condiviso per una causa culturale, politica e sociale a sostegno di una autentica uguaglianza tra tutti i cittadini del mondo.. in cucina è tutto più semplice, punti di vista, scambio di gusti, scambio di radici. Qui al locale succede di tutto ed è sempre molto divertente osservare lo stupore di chi non pensava che si potesse fare in quel modo… o che pensava che fosse decisamente più complicato…in realtà ci piace osservare i vari approcci alla cucina, nessun giorno è mai uguale all’altro, nessun menù è mai lo stesso, nessuna reazione e interazione è scontata. Siamo tutti allievi e maestri..proprio grazie a voi e a i vostri gusti sikulo non è più solo un luogo, è diventato uno stato mentale, una comunità che ha chiesto di più e per la quale sono nate Apeppina, Fritti e Frittitinni, Sikulo on Boat e la nostra cucina ovunque voi vogliate. Adesso potrà anche esserci il cielo grigio ma noi siamo qui a pensare a tutto quello che faremo insieme, se vorrete, con il sole. Be positive!

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La vita davanti a un caffè, in Sicilia è bella!

In Sicilia, il caffè si beve all’impiedi, dinanzi al bancone, è un rito, tutto sommato frettoloso, per alcuni accompagnato dalla bustina di zucchero, per altri l’intensità di gusto e del profumo di un amaro non si toccano! A volte è la celebrazione della calma, dello stare seduti, in pausa davanti una tazzina, che contiene del caffè prodigioso, capace di abbattere barriere di ogni tipo con la sua forma culturale forte, trasversale, in grado di mettere in relazione persone, mondi e progetti fino a qual momento sconosciuti.

Ah il caffè..Il bello di avere un locale aperto dalla mattina alla sera è anche quello di osservare la gente e il rapporto che ha con questa mitica bevanda. Ieri mattina, ad esempio abbiamo capito che la coppia seduta ai tavoli esterni (per lei un macchiato, lui tazza in vetro) stava cercando di chiarire una situazione sentimentale finita da poco, avendo però la speranza di ricominciarla..chissà come andrà.

Ecco poi arrivare a passo svelto, munita di 24 ore la nostra amica “della banca” che prima di prendere servizio ha bisogno dei suoi 5 minuti prima di entrare in ufficio e ovviamente del suo secondo caffè accompagnato dalla nostra crostata al cioccolato.

Sono arrivate le 11 del mattino, il momento in cui davanti alla mitica cimbali ci vorrebbero 3 Alfonso, (ihihihih) tale è la confusione per la pausa caffè; l’attenzione comincia a scemare, se il senso non lo trovi, che fai, non te lo bevi un bel caffè? magari macchiato, d’orzo, al ginseng! Oggi piove, abbiamo appena terminato di servire il pranzo, tocca a noi mangiare: abbiocco = caffè.

Il sabato mattina è il giorno del caffè e giornale, il pomeriggio è il momento dello shopping, capita sempre che le amiche si riuniscano per ricaricare le batterie, fare due chiacchiere sulla settimana appena trascorsa, e ricominciare alla grande a spendere.  Questa scena in particolare ci mette molta allegria, forse perché sentiamo l’energia del weekend che arriva. Il caffè ci aiuta a vivere, diciamolo. È un’ottima scusa per tutto, scandisce e divide le fasi della giornata; il caffè dà senso al lavoro, allo studio, allo stare insieme, il caffè è sinonimo di pausa, il caffè ci piace.

C’è sempre una buona ragione per bere un caffè, e se non c’è la si trova.  In Sicilia, in Italia ammettiamolo, siamo abbastanza schifiltosi: il cappuccino dopo le 12 è inconcepibile, così come le varianti di uno Starbucks qualsiasi fanno rabbrividire i puristi dell’espresso. Eppure il mondo del caffè è ben più ampio di ciò che accade nel nostro bel paese, accade che all’estero sia degustato in molte altre occasioni, ed è considerato spesso come una bevanda con cui accompagnare i pasti, al pari di vino o birra ma per noi Italiani è ristoro, una coccola prima di qualsiasi altra cosa, poi se accompagnato dalla tipica pasticceria sicula….vallo a spiegare al ragazzo che qualche tempo fa ci ha chiesto un Iced Caramel Macchiato!

Ah chissà perché il giorno in cui ne serviamo di più è il Lunedì!

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Dagli Auguri di Natale al senza glutine il passo è breve!

Questa mattina abbiamo capito che mancano 10 giorni al Natale, stanno arrivando nella nostra mail e al nostro profilo social ogni genere di messaggi di auguri.

Alberi illuminati, Babbi Natale con e senza slitta, presepi fluorescenti, ghirlande di tutti i colori,  una varietà infinita di immagini e video con i tradizionali messaggi di amore e di pace, altre con notazioni umoristiche e considerazioni agro-dolci. Sono state tutte graditissime, sono dimostrazione di interesse, di partecipazione, a noi non importa se non sono personalizzate, se si rivolgono indistintamente a tutti i destinatari.

Ma poi come si faceva un tempo?

Bello dire: “come si faceva un tempo” ! Ma non vediamo molta differenza con gli auguri scritti ” carta e penna” erano anche quelli seriali, scritti a mano ripetendo sempre le stesse frasi, perché  anche la fantasia del grafomane più sfegatato aveva un limite dopo 10 o 15 biglietti. E allora come fare per ricambiare e augurare a nostra volta un buon natale, andiamo di seriale o emozionale?

Abbiamo chiesto a chi da Sikulo viene spesso, ai nostri clienti abituali che tra pettegolezzi, sfottò, sussurri e risate ci hanno risposto che: la vera gratitudine basta! Dire “grazie” sembra scontato ma non lo è affatto. Dire grazie in effetti è quella forma di esortazione con cui ci hanno cresciuti sin da piccoli e che sta – fra la morale e la buona educazione – l’invito era, allora, quello di addestrarci a esibire un comportamento consono alle attese e alle convenzioni sociali che definiscono cordialità e buone maniere nei rapporti con gli altri.

Oggi qui in questa atmosfera raccolta, davanti a un bicchiere di vino o ai resti di qualcosa da mangiare – qualcosa di sostanzioso, però: di quei cibi spessi, che liberano la mente perché ancorano il corpo – sovente sgorgano i pensieri migliori, quelli dei nostri amorevoli clienti.

Ed è cosi ascoltando le loro impressioni e storie, che ci rendiamo conto che ci sono persone che intenzionalmente ci offrono qualcosa, un supporto materiale o emotivo ad esempio. Ce ne sono altre che non fanno una deliberata azione benefica verso di noi, ma dal cui esempio ed esperienza possiamo imparare molto e che, seppur indirettamente, ci possono arricchire in maniera considerevole. Essere grati implica saper mettere la giusta distanza fra noi stessi e gli altri, quella distanza dalla quale può avvenire uno scambio – si spera quanto più possibile reciproco – e un potenziale arricchimento per entrambe le parti.

Non “mostrarsi”, ma più profondamente “sentirsi” grati e riconoscenti per ciò che si è ricevuto dall’altro. Alla fine c’è chi ti inchioda con la risposta, chi va di fretta e la butta giù cosi, chi si prende un metro e non te lo rende più, chi bevendo il suo caffè sottolinea che ci sono anche persone che – più o meno consapevolmente e intenzionalmente – ci deludono e ci feriscono, dalle quali possiamo imparare a guardare con gratitudine anche a queste esperienze negative se sono occasione di crescita e maggior consapevolezza per noi.

Insomma vedi dalla chiacchiera cosa è uscito: che i nostri clienti sono di cuore, cuore grande e che per tutti noi le emozioni fanno sempre la differenza, questo Natale ci sarà chi avrà il tempo di rispondere con un grazie, chi non lo farà, chi invece deciderà di investire un po’ di tempo creando una cartolina, facendo dei biscotti o dei cioccolatini in casa da regalare insieme agli auguri…

Questo Natale noi ringraziamo con il cuore tutti indistintamente: i nuovi amici e i nemici, chi vince e chi perde, chi si ferma e chi va, chi vive e chi racconta..

Questo natale è senza glutine, ma questa è un’altra storia…. Auguri !!!

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Com’è il ristorante perfetto? parla Inglese!

Ci siamo fatti questa domanda poco tempo fa guardando la notizia dello stellato chef Belga Kobe Desramaults, che dopo la chiusura del ristorante In de Wulf, alla fine del 2016,  si rimette in gioco a Gand, con un ristorante a tempo, lo Chambre Séparée che chiuderà tra 3 anni. Una cucina a vista, sedici posti in tutto, niente più lunghissime permanenze intorno a un tavolo, né pranzi per grandi gruppi di persone, a vantaggio di un ritmo stimolante per l’ospite, e per il cuoco. Moquet verde e poltroncine dalla linea vintage all’ingresso, tanto legno, griglie e l’immancabile presenza del fuoco, il tutto riconducibile, per chi ama il Giappone e la sua cultura gastronomica, all’esperienza di un sushi bar di livello.

E bene, ci siamo chiesti perchè a tempo? Per la perfezione del momento! Facile, anche perchè la risposta la da anche lo chef quando dichiara “per un tempo di rappresentazione perfetto, come quello di un film o di una piece teatrale”. Due ore in tutto (non un minuto di più) per 20 piccoli assaggi che si avvicendano a ritmo sostenuto, disegnando un percorso chiaro.  Lui è alla ricerca della perfezione,  capiamo e ammiriamo questo concetto e tipo di cucina ma soprattutto comprendiamo che c’è uno standard da ricercare e mantenere.

Un bravo ristoratore deve aver ben presente il tipo di cliente che può decidere di entrare nel suo locale, deve sapere cosa fare perché torni. Ecco quindi che il nostro pensiero va alla nostra Città, Palermo capitale italiana della cultura 2018 ma anche ai suoi bar, ristoranti e pizzerie. E voi vi starete chiedendo -cosa c’entra questo con Kobe Desramaults e la perfezione?- E bene l’infinita bellezza culturale, artistica e monumentale, porterà qui turisti “affamati” da tutto il mondo. La sola bellezza di Palermo non basta per affrontarli, è necessario parlare inglese, ovunque.

La conoscenza della lingua inglese è la base per un servizio migliore, per una migliore immagine e per un maggiore ritorno in termini di affluenza turistica. E’ importante farsi trovare pronti non solo per l’anno 2018 che rappresenta un trampolino di lancio per un’economia che funziona, un’occasione da non perdere per garantirci il meglio oggi e per gli anni a venire, ma anche e soprattutto perché tutto non deve finire con il 2018 ma iniziare.

Noi da un po’ di tempo abbiamo clienti stranieri e abbiamo sentito l’ esigenza di migliorare la nostra comunicazione, rendere più gradevole la loro permanenza, perché è giusto trasmettere anche a loro  la nostra innata cordialità siciliana e che ci rende tanto famosi. Il risultato è stato che i turisti sono tornati e in seguito ci hanno consigliato oltre che sui portali, ai loro amici e parenti. Bene ci tocca tradurre il sito in inglese oltre che tutto il resto.

Venire a Palermo perché è una città efficiente e ospitale oltre che molto bella, per noi di Sikulo, rappresenta la perfezione!

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