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Questa mattina abbiamo capito che mancano 10 giorni al Natale, stanno arrivando nella nostra mail e al nostro profilo social ogni genere di messaggi di auguri.

Alberi illuminati, Babbi Natale con e senza slitta, presepi fluorescenti, ghirlande di tutti i colori,  una varietà infinita di immagini e video con i tradizionali messaggi di amore e di pace, altre con notazioni umoristiche e considerazioni agro-dolci. Sono state tutte graditissime, sono dimostrazione di interesse, di partecipazione, a noi non importa se non sono personalizzate, se si rivolgono indistintamente a tutti i destinatari.

Ma poi come si faceva un tempo?

Bello dire: “come si faceva un tempo” ! Ma non vediamo molta differenza con gli auguri scritti ” carta e penna” erano anche quelli seriali, scritti a mano ripetendo sempre le stesse frasi, perché  anche la fantasia del grafomane più sfegatato aveva un limite dopo 10 o 15 biglietti. E allora come fare per ricambiare e augurare a nostra volta un buon natale, andiamo di seriale o emozionale?

Abbiamo chiesto a chi da Sikulo viene spesso, ai nostri clienti abituali che tra pettegolezzi, sfottò, sussurri e risate ci hanno risposto che: la vera gratitudine basta! Dire “grazie” sembra scontato ma non lo è affatto. Dire grazie in effetti è quella forma di esortazione con cui ci hanno cresciuti sin da piccoli e che sta – fra la morale e la buona educazione – l’invito era, allora, quello di addestrarci a esibire un comportamento consono alle attese e alle convenzioni sociali che definiscono cordialità e buone maniere nei rapporti con gli altri.

Oggi qui in questa atmosfera raccolta, davanti a un bicchiere di vino o ai resti di qualcosa da mangiare – qualcosa di sostanzioso, però: di quei cibi spessi, che liberano la mente perché ancorano il corpo – sovente sgorgano i pensieri migliori, quelli dei nostri amorevoli clienti.

Ed è cosi ascoltando le loro impressioni e storie, che ci rendiamo conto che ci sono persone che intenzionalmente ci offrono qualcosa, un supporto materiale o emotivo ad esempio. Ce ne sono altre che non fanno una deliberata azione benefica verso di noi, ma dal cui esempio ed esperienza possiamo imparare molto e che, seppur indirettamente, ci possono arricchire in maniera considerevole. Essere grati implica saper mettere la giusta distanza fra noi stessi e gli altri, quella distanza dalla quale può avvenire uno scambio – si spera quanto più possibile reciproco – e un potenziale arricchimento per entrambe le parti.

Non “mostrarsi”, ma più profondamente “sentirsi” grati e riconoscenti per ciò che si è ricevuto dall’altro. Alla fine c’è chi ti inchioda con la risposta, chi va di fretta e la butta giù cosi, chi si prende un metro e non te lo rende più, chi bevendo il suo caffè sottolinea che ci sono anche persone che – più o meno consapevolmente e intenzionalmente – ci deludono e ci feriscono, dalle quali possiamo imparare a guardare con gratitudine anche a queste esperienze negative se sono occasione di crescita e maggior consapevolezza per noi.

Insomma vedi dalla chiacchiera cosa è uscito: che i nostri clienti sono di cuore, cuore grande e che per tutti noi le emozioni fanno sempre la differenza, questo Natale ci sarà chi avrà il tempo di rispondere con un grazie, chi non lo farà, chi invece deciderà di investire un po’ di tempo creando una cartolina, facendo dei biscotti o dei cioccolatini in casa da regalare insieme agli auguri…

Questo Natale noi ringraziamo con il cuore tutti indistintamente: i nuovi amici e i nemici, chi vince e chi perde, chi si ferma e chi va, chi vive e chi racconta..

Questo natale è senza glutine, ma questa è un’altra storia…. Auguri !!!